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Se ti spiego che dici CAZZATE non e’ reato, chiaro?

Lo ha stabilito la II Sez Pen. della Corte di Cassazione con la sentenza 49423: il termine “cazzate”, utilizzato per liquidare una cosa come di “poco conto” e “priva di consistenza”, per quanto «volgare», non possiede quella carica offensiva tale da ledere «l’onore della persona» che se la sente indirizzare.
Nel caso specifico la Cassazione ha confermato l’assoluzione dal reato di ingiuria di Davide S., un giovane veneto di 31 anni che, durante un alterco con un avvocato vicino di casa – Giancarlo M. – contrario al divieto di parcheggiare l’auto nel cortile teste’ decisa dall’assemblea condominiale, aveva detto a suo padre, presente al bisticcio, «papà, andiamo via, abbiamo cose più importanti da fare che ascoltare le sue cazzate» con riferimento alle lamentele del condomino che – risentito – ha poi avviato la causa. (Articolo completo su Avvocati Online Network)

Evviva!

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